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FIGLI IN CLASSIFICA

di Morena Morello.

 

 

Non sempre si diventa genitori per la gioia intrinseca di dare alla luce una creatura ed accompagnarla verso lo scopo della sua vita. Talvolta si mette al mondo un figlio per un bisogno inconscio di riscatto, perché sia lui a soddisfare i nostri desideri irrealizzati, perché diventi un prolungamento di noi e della nostra immaginazione.

 

Ecco qua un terreno fertile perché, in caso di fratelli si adotti un trattamento parentale differenziale. 

 

Sì, perché a seconda della facilità con cui riusciamo a specchiarci e ad investire tutti i nostri sogni, scegliamo un solo figlio  su di lui indirizziamo tutte le nostre energie. Spesso non siamo pronte a riconoscerlo, ci nascondiamo dietro bisogni particolari del bambino, addirittura incolpiamo la sorellina di essere disubbidiente ed ingestibile. La realtà è che abbiamo scelto un figlio prediletto e lo stiamo riempiendo di attenzioni, lodi e privilegi materiali ed emotivi. 

 

Stiamo sbagliando: creare una dinamica perversa e disfunzionale porterà entrambi i nostri figli ad accumulare disistima ed insicurezza.

 

Il bambino preferito si vede negata la propria libertà di scelta e di realizzazione di sé e del proprio progetto di vita. Faticherà a rendersi indipendente ed avrà una bassa tolleranza alla frustrazione.

La bambina esclusa si sente trascurata, sminuita e con una percezione di sé negativa. Credendosi non degna della considerazione dei genitori, svilupperà disturbi della sfera emotiva e relazionale.

E noi genitori? Se non impariamo a soffermarci un attimo ad ascoltare i nostri bambini, ad osservarli, ad osservare noi stessi quando interagiamo con loro e a fare attenzione a ciò che comunichiamo, corriamo il rischio di commettere gravi errori, anche insanabili. 

 

I nostri figli non sono mai come li desideriamo, come la nostra immaginazione li vorrebbe, già durante la gravidanza. 

I nostri figli sono persone a sé, anche se nascono da noi. Cominciamo a riconoscere questo ed un primo passo sarà compiuto. 

Sforziamoci sempre di non fare preferenze, anche se talvolta si può sbagliare...Può succedere di lasciarsi prendere la mano e tendere più verso un figlio rispetto all'altro: non importa, basta recuperare la volta successiva. 

 

I figli non si scelgono e non si preferiscono, non si plasmano e non si idealizzano. 

I figli si accolgono e si amano. 

 

Se ti riconosci in questa situazione. se hai il sospetto di non essere stata sempre completamente equa nel gestire i tuoi figli, non devi sentirti in colpa o un cattivo genitore, può essere invece l'occasione giusta per iniziare a lavorare su te stessa e sul rapporto con i tuoi cari. Scrivimi e fisseremo un primo colloquio, gratuito, per approfondire l'argomento e capire come posso esserti utile. 

 

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