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CHI E' L'EDUCATORE PROFESSIONALE?

Educare deriva dal latino " educere" che significa tirar fuori o anche condurre: l'educatore è colui che aiuta le persone di qualsiasi età e in qualsiasi condizione, a tirar fuori da sè, a far emergere e maturare le proprie capacità, guidandole verso l'autonomia. 

Si tratta perciò di un operatore che, in base ad una specifica preparazione teorico-pratica, svolge la propria attività mediante la formulazione di progetti educativi volti a promuovere lo sviluppo equilibrato della personalità, il recupero e l'integrazione sociale. Realizza e gestisce mirati interventi individuali e collettivi, all'interno di molteplici istituzioni ed ambienti; tale figura opera in particolare in tutte le situazioni in cui disagio e varie forme di diversità, compromettono la piena realizzazione personale e sociale degli individui.

Offre la propria professionalità presso strutture socio-sanitarie, scolastiche ed educativo-culturali articolando il proprio lavoro nel seguente modo:

 

  • programma, gestisce e verifica interventi educativi tesi a sviluppare la potenzialità delle persone.
  • contribuisce a promuovere e a organizzare strutture e risorse sociali e sanitarie per realizzare il progetto educativo
  • coordina le proprie attività e competenze personali con quelle di altre figure professionali operanti nel sociale e con diverse strutture (es. scuole, comuni, etc...)

Tale figura può eventualmente svolgere la libera professione.

La formazione dell'educatore professionale viene definita olistica perchè nel curriculum formativo convergono, oltre allo studio della pedagogia, anche l'antropologia, la sociologia, la psicologia e la filosofia solo per citare alcune materie limitrofe. Ognuna di queste discipline concorre a dare corpo ad un approccio alla persona che si trova nelle peculiari modalità del colloquio pedagogico la sua realizzazione pratica. L'ambito entro cui si sviluppa tale colloquio è quello della relazione d'aiuto: in essa l'educatore promuove la crescita, lo sviluppo, la maturità e il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e consono al proprio obiettivo, attuando una valorizzazione delle risorse personali del cliente e una sua maggiore possibilità di espressione.

Il colloquio educativo di consulenza di pone quindi, come obiettivo globale, il miglioramento dello stato psico-emotivo del cliente e della sua qualità di vita; addentrandoci maggiormente si può specificare che mira ad aumentare nel soggetto il livello di adattamento al proprio contesto di vita, attivando un processo di empowerment basato sull'incremento dell'autostima, del senso di auto-efficacia e dell'autodeterminazione. 

Di volta in volta le modalità del colloquio andranno declinate sulla base delle esigenze del cliente, pur orientandosi sempre verso la massima evoluzione individuale.

Non è detto che la persona versi in uno stato di crisi: il "tirar fuori" che caratterizza l'intervento educativo, è possibile sempre, in qualsiasi fase della vita. Ogni persona può, in ogni momento, tendere ad un miglioramento della propria condizione.

Il colloquio riguarda il presente del cliente e tende all'acquisizione di nuovi punti di vista, nonchè ad una graduale presa di coscienza rispetto a sé stessi e alla realtà oggettiva e soggettiva. Questo cambiamento si riferisce al momento attuale e quindi non si propone di cercare elementi profondi e inconsci. Si lavorerà sui dati che emergono durante il colloquio, rimanendo fedeli al fine che si vuole raggiungere ed essendo consapevoli che la via che si è intrapresa non si configura come una cura ma piuttosto come permettere che l'educatore professionale si prenda cura e punti all'acquisizione di nuovi punti di vista nonchè ad una graduale presa di coscienza rispetto a sé stessi...

 

" L'educazione è un percorso che permette alla persona di realizzarsi. Quindi in questo caso educare  vuol dire accompagnare la capacità di esercitare la libertà" Gherardo Colombo. Imparare la libertà

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