· 

ALIMENTAZIONE VEGETARIANA E VEGANA?

 

Nella nostra società, specie fra quelli che seguono le discipline naturali, si trovano sempre più spesso persone che decidono di seguire una dieta vegetariana o addirittura vegana. Come è noto queste persone decidono di non assumere più animali o prodotti derivati.

 

Le ragioni per compiere questa scelta sono molteplici e spaziano dalle motivazioni etiche o ecologiche a quelle salutistiche.

 

È sicuramente un fatto ormai assodato che l'allevamento intensivo degli animali, l'utilizzo di ormoni e antibiotici per far sì che la smodata richiesta di carne venga soddisfatta, è un problema che ci tocca da vicino. Allo stesso modo, dalla ricerca medica vengono allarmanti notizie sulla stretta correlazione tra l'abuso di proteine animali e numerose malattie diffusissime nel nostro tempo.

 

Se si prende in considerazione, però, di seguire questo regime alimentare bisogna dare la giusta importanza a quelli che sono i reali bisogni del nostro organismo.

 

È fondamentale, quindi, non limitarsi ad eliminare tutti i prodotti animali dalla nostra alimentazione, senza preoccuparci di sostituirli correttamente.

 

Parliamo in primo luogo di proteine: in una alimentazione equilibrata la quantità di proteine ingerite devono essere circa il 10% delle calorie totali di una giornata, per una persona adulta circa 0,80 gr di proteine per ogni kg di peso corporeo. È assolutamente fattibile assumerne la giusta quantità anche cibandosi solo di vegetali, ne troviamo una buona quantità nella soia, nei semi di canapa e chia, nella quinoa, nelle mandorle e nelle albicocche disidratate, nell'alga spirulina oltre che nei legumi. Ricordiamo però che non tutti questi alimenti contengono tutti gli amminoacidi essenziali ( quelli che il nostro organismo non può produrre) contemporaneamente. Dobbiamo quindi imparare a variare il più possibile la nostra dieta, solo così riusciremo a soddisfare in modo corretto le esigenze del nostro corpo.

 

Altro problema da non sottovalutare sta nel rischio di esagerare con i carboidrati, o meglio con gli zuccheri semplici. La tentazione di sostituire la fettina con un bel piatto di pasta al pomodoro o una focaccia è dietro l'angolo! Come già accennavo, non dobbiamo assolutamente incappare in questo errore: rischieremo in men che non si dica a trovarci con qualche chilo in più come minimo, e a lungo andare con valori ematici (colesterolo, glicemia etc) completamente sballati.

 

Anche in questo caso il trucco per non incappare in questi inconvenienti è quello di variare il più possibile: abbondiamo con la verdura e scegliamo al posto della pasta cereali integrali, le cui fibre fanno lavorare meglio il nostro intestino e limitano l'assorbimento degli zuccheri.

 

Altro punto fondamentale da toccare è quello dell'eventuale carenza di alcune vitamine e minerali per vegetariani e vegani. In realtà si può sopperire a queste mancanze semplicemente seguendo il consiglio di prima: assumere cibi vari! In questo modo, il nostro corpo è in grado di ricavare ciò che gli serve dagli alimenti.

 

Spesso si cerca di porre rimedio alle carenze dell'organismo con un uso indiscriminato di integratori; anche questi, però, non sono privi di controindicazioni e andrebbero utilizzati esclusivamente sotto il controllo di uno specialista.

 

Per concludere, sono assolutamente convinta del fatto che ognuno di noi possa scegliere il modo di mangiare che più gli si addice, ma sono altrettanto sicura che spesso non ci rendiamo completamente conto di quello che queste scelte comportano sul nostro organismo.

 

Il consiglio che mi sento di dare è di rivolgersi ad una persona competente che ci possa consigliare su quale percorso sia più indicato per noi e per il nostro fisico.

Insomma, si tratta di una scelta ponderata, un'assunzione di responsabilità nei propri confronti, importante, dell'acquisizione di un certo livello di consapevolezza.

Nel nostro essere non tutto è evidente, molto di ciò che avviene nella nostra mente, è inconscio: ecco perché è consigliabile imparare a conoscere meglio se stessi. Questo processo aiuta, nel tempo e con il giusto indirizzo, a saper identificare i propri punti di forza, le aree deboli, il proprio modo di reagire, cosa mette a disagio, cosa si desidera, i propri bisogni e le proprie emozioni. 

In poche parole, i meccanismi attraverso cui funzioniamo. Conoscere se stessi ci dà la possibilità di affrontare la vita in un'ottica più ampia, più padroni dei propri mezzi, perché maggiormente in grado di gestirsi in base alla propria struttura di personalità e agli obiettivi che ci si pone.

Concediamoci, quindi, la possibilità di acquisire la capacità di rivolgerci delle domande, ponendoci in una posizione neutra: non è semplice ma si può imparare, con l'esercizio regolare ed una forte motivazione. Uno spazio di autoascolto e di osservazione attenta e senza giudizio, partendo dalla percezione dei propri sensi, costituisce il primo step verso la costruzione di un sé più solido e pronto a relazionarsi co la realtà, come è davvero.

Allora si può dire di essere consapevoli, quando si riescono a  vedere le cose per come sono. La realtà è oggettiva, la visione, le regole, gli schemi personali, no.

La consapevolezza insegna ad osservare la vita sapendo di utilizzare dei filtri; perciò si vedrà meglio, eliminando la pretesa di essere sempre nel giusto.

E questo ti porta inesorabilmente alla felicità, che tu scelga la dieta vegetariana/vegana o meno. 

Scrivi commento

Commenti: 0